In occasione della mostra "Mi piace disegnare"
a Villa Dora di San Giorgio di Nogaro
è stato stampato un sedicesimo su Angiolino,
illustrato e scritto da me.
Edizioni Calembour.
Alfonsino Filiputti, detto Angiolino,
Alfonsino Filiputti, detto Angiolino,
nacque il 17 luglio 1924 a Pianoro (Bo)
e nella sua vita svolse attività di artista,
imbianchino, casellante,
imbianchino, casellante,
ala sinistra nella squadra di calcio Sangiorgina.
Pittore autodidatta durante la Seconda
guerra mondiale dipinse in presa diretta
centinaia di tempere dedicate a episodi storici
accaduti nella bassa friulana. Ognuna delle sue tempere
era accompagnata da un testo, compilato
con la macchina da scrivere. Non si trattava
di semplici didascalie ma di cronache stringate
che racchiudevano impressioni, sensazioni,
idee e fantasie. Il lavoro di Alfonsino Filiputti
costituisce un grande affresco che fotografa
la guerra ma anche il paesaggio dentro il quale gli
eventi bellici si sono compiuti. Un caso
eventi bellici si sono compiuti. Un caso
speciale e unico a livello nazionale di un
artista naïf ricco di inventiva e di
immediatezza espressiva. La sua visione
immediatezza espressiva. La sua visione
è inconsueta e controcorrente,
con prospettive strambe, colori
espressionisti, cronache surreali, orrori
espressionisti, cronache surreali, orrori
ma anche cieli stellati carichi di luce
e paesaggi marini e boschivi che danno
una sensazione di imperturbabile pace.
L’apparente monotonia del paesaggio
è incrinata dalle visioni di Angiolino
che rammenta allo spettatore quali possibili
magie (e pericoli) si possano nascondere
tra un gelso e un filare di pioppi.
Alfonsino Filiputti è morto il 16 maggio 1999.
I figli Anna e Stefano hanno generosamente
dato in comodato d’uso le tavole originali
del padre alla biblioteca Villa Dora, per
conservarle e valorizzarle.
conservarle e valorizzarle.
